Circolari FE Pubblicate
La guida per operare con l’estero
03/12/2025
Con la Sentenza 13.11.2025, Causa C-639/24, la Corte di giustizia europea ha affermato che il regime di non imponibilità IVA proprio delle cessioni intracomunitarie non può sottostare esclusivamente al possesso dei documenti di prova espressamente elencati dall’art. 45-bis, Regolamento (UE) n. 282/2011. Pertanto, qualora il cedente non disponga della documentazione probatoria indicata dal regolamento comunitario, l’avvenuto trasferimento a destinazione dei beni può essere attestato mediante qualsiasi altro elemento probatorio disponibile.
19/11/2025
A decorrere dal 1.1.2022, la L. 178/2020 ha introdotto alcune misure volte a rafforzare il dispositivo di contrasto delle frodi realizzate con l’utilizzo di un falso plafond IVA. È prevista, in particolare, l’effettuazione di specifiche analisi di rischio e conseguenti attività di controllo sostanziale finalizzate a inibire il rilascio e a invalidare le dichiarazioni d’intento illegittime emesse da falsi esportatori abituali. È poi preclusa l’emissione della fattura elettronica recante il titolo di non imponibilità IVA di cui all’art. 8, c. 1, lett. c), DPR 633/1972, qualora la stessa riporti un numero di protocollo relativo a una lettera d’intento invalidata.
05/11/2025
Dal 1.12.2021, la presentazione del modello INTRA 1-bis assume valore costitutivo ai fini della non imponibilità IVA delle cessioni intracomunitarie. Oltre ai presupposti già previsti, il fornitore è quindi tenuto a indicare l’operazione effettuata nell’elenco riepilogativo, pena l’imponibilità dell’operazione. Tuttavia, l’omessa, tardiva, incompleta o errata compilazione dell’elenco riepilogativo può essere regolarizzata, anche mediante l’istituto del ravvedimento operoso, preservando il beneficio della non imponibilità IVA proprio delle cessioni intracomunitarie.
22/10/2025
Le triangolazioni all’esportazione costituiscono una peculiare tipologia di cessioni, nelle quali il promotore della triangolazione, soggetto passivo nazionale, acquista beni da un altro fornitore italiano, incaricandolo di esportarli e inviarli direttamente al proprio cliente extracomunitario. Affinché entrambi i fornitori nazionali possano beneficiare del regime di non imponibilità accordato a tali operazioni devono essere osservate talune condizioni, di seguito esaminate.
08/10/2025
Con Sentenza 1.8.2025, Causa C-602/24, la Corte di giustizia europea ha stabilito che il regime di non imponibilità IVA trova applicazione anche quando un bene, inizialmente oggetto di cessione intracomunitaria, viene esportato dall’acquirente al di fuori del territorio comunitario all’insaputa del fornitore. A tal fine è sufficiente che l’Amministrazione finanziaria confermi l’uscita fisica del bene dal territorio unionale attraverso la relativa documentazione doganale. Infatti, il principio di neutralità fiscale proprio dell’IVA tutela la buona fede del fornitore anche in assenza di accordi formali, purché siano rispettati i requisiti sostanziali previsti dalla normativa.
24/09/2025
Con la Risposta a interpello n. 271/2023, l’Agenzia delle Entrate è tornata a esaminare l’istituto del call-off stock, fornendo chiarimenti circa la possibilità di estendere l’effetto sospensivo collegato a tale istituto alle cessioni intracomunitarie effettuate in base allo schema delle triangolazioni comunitarie. Esaminiamo di seguito le interessanti indicazioni rese dall’Amministrazione finanziaria che, ancorché datate, trovano ancora piena applicazione.
10/09/2025
Con la recente Risposta a interpello n. 213/2025, l’Agenzia delle Entrate ha reso importanti chiarimenti circa le condizioni che legittimano il diritto alla detrazione dell’IVA assolta in dogana da parte di un importatore che non è anche proprietario dei beni. Ai fini della detrazione, in particolare, è necessario che il soggetto che provvede al pagamento dell’IVA all’importazione sia anche colui che utilizza i beni importati nell’esercizio della propria attività d’impresa, così da realizzare il “nesso diretto ed immediato” tra i beni acquisiti e l’oggetto proprio dell’attività d’impresa richiesto dalla giurisprudenza comunitaria.
06/08/2025
Con la recentissima Risposta a interpello n. 200/2025, l’Agenzia delle Entrate ha reso indicazioni sulla possibilità di trasferire il plafond IVA nell’ambito di un’operazione di riorganizzazione societaria che coinvolge tre diversi soggetti, di cui uno non identificato ai fini IVA in Italia. Nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria ha negato tale possibilità, poiché nel contratto che regola la cessione del complesso aziendale non è fatta menzione del trasferimento del plafond che, peraltro, sarebbe effettuato a favore di una società estera non identificata ai fini IVA in Italia.
23/07/2025
Nell’ambito dello schema di decreto legislativo in materia di Terzo settore, crisi di impresa, sport e IVA, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 22.7.2025, la compagine governativa è intervenuta sulla disciplina IVA dei trasporti internazionali di beni di cui all’art. 9, DPR 633/1972, ripristinando il regime di non imponibilità per i servizi di trasporto resi da intermediari. A seguito di tale apprezzabile intervento normativo, la non imponibilità IVA accordata al traporto internazionale di merci tornerà a trovare applicazione anche per gli altri soggetti della catena di fornitura, in quanto intermediari che agiscono in nome e per conto dei soggetti espressamente richiamati dall’art. 9, c. 3, DPR 633/1972 (esportatori, importatori, destinatari dei beni, prestatori dei servizi di spedizione, ecc.).
10/07/2025
Per le prestazioni intracomunitarie di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili, diversi dai mezzi di trasporto, non è prevista uno specifico criterio di territorialità IVA. Tali prestazioni, pertanto, rientrano tra i c.d. servizi “generici” di cui all’art. 7-ter, DPR 633/1972. Esaminiamo di seguito, con l’ausilio di alcuni esempi, gli adempimenti IVA posti in capo agli operatori italiani che effettuano o ricevono tali prestazioni verso o da operatori esteri.